20, Giugno, 2007
Walter Soccetti
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La ketamina è un anestetico per cavalli e animali di grossa taglia. Usato in veterinaria e medicina trova negli ultimi tempi largo uso anche come droga per l’uomo. Questo anestetico per definizione è di carattere dissociativo.
Secondo K.L.R. Jansen :
“[…]è in grado di portare l’individuo a sperimentare un’esperienza di premorte con tanto di visione del tunnel, di entità disincarnate, apparenti visioni del futuro (flashforward) e visione del proprio corpo dall’esterno”.
Secondo chi ha provato entrambe le esperienze non è esattamente così, l’esperienza di premorte o di uscita fuori dal corpo spontanea è molto più pura e nitida. In ogni caso gli effetti sono molto simili.
Stanislav Groof diceva :
“chi ha avuto un esperienza con ketamina, sa che la morte non esiste”.
Anche se tuttora si dibatte sulla questione, ciò a cui il trip ketaminico sembra più simile è il samadhi della cultura indiana, quella sorta di sensazione di essere tutt’uno con l’universo, di perdita del senso del tempo, dello spazio e della distinzione tra soggetto e oggetto. Tutto ciò può sembrare molto curioso e invitante, tuttavia pare che la ketamina come tutti gli altri anestetici dissociativi causi danni permanenti al sistema nervoso centrale, in quanto esperimenti con topi hanno rivelato una lesione particolare, definita lesione di Olney, che potrebbe comparire anche dalla prima assunzione ed a qualsiasi dosaggio.
Nel caso in cui si presenti il bad trip, data la potenza della molecola, l’esperienza può assumere connotazioni veramente infernali, in grado di portare l’individuo ad una sofferenza a lui prima sconosciuta e che può continuare anche dopo la fine del trip per molto tempo. L’utilizzo di questa sostanza è vivamente sconsigliato.
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