20, Giugno, 2007
Walter Soccetti
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Questo tipo di funghi, diffusi in tutto il mondo, ne esistono circa duecento varietà e ogni anno i micologi ne classificano di nuove. Evidenze storiche dimostrano che una pluralità di culti e tradizioni, sia a scopo religioso che terapeutico, si è sviluppata intorno ad essi. I cactus e i funghi allucinogeni erano e sono tuttora tradizionalmente diffusi presso le popolazioni indigene di diverse zone dell’America e il loro uso (legato a riti sacri e fatto risalire al 2000 a.C.) si è perpetuato presso le culture degli Inca, degli Aztechi e dei Maya. L’uso di funghi allucinogeni è poi continuato in varie tribù dell’Amazzonia, presso gruppi di indios Huicholes, nelle regioni dell’attuale Messico e anche presso tribù indigene nord-americane delle zone semi-desertiche.
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Il loro uso pare non fosse estraneo, fin dall’età della pietra, anche nelle culture europee, africane e asiatiche. I funghi del genere Psilocybe, con le loro 80 varietà (tra cui la testa pelata e il teonanacati), fanno parte della famiglia dei funghi prataioli e contengono quali principi attivi i derivati della psilocibina. A causa della loro struttura chimica simile, la psilocibina e la psilocina sono imparentate con l’LSD e hanno un effetto psicoattivo analogo a quest’ultimo.</p> <p align=”>In seguito all’ingestione, sia il Peyote che i funghi allucinogeni possono determinare disturbi gastrici, nausea, vomito, vertigini, arrossamento cutaneo, aumento della temperatura corporea. Questi sintomi in genere hanno breve durata (seppure possano essere alquanto fastidiosi, soprattutto nel caso del Peyote) e sono lentamente sostituiti dagli effetti psichedelici delle sostanze che, come l’acido lisergico sintetizzato in laboratorio, oltre le ripercussioni sulle percezioni, possono avere effetti “enteogenici” (sensazioni di contatto profondo con la realtà interiore ed esterna, atteggiamento contemplativo, disposizione alla pace interiore).
Alcune specie, in particolare quelle appartenenti al genere Panaeolus, hanno un habitat coprofilo, per cui sono presenti sopra o in prossimità di sterco animale, per lo più bovino ed equino. Quasi tutti i funghi che producono significativa quantità di psilocibina e psilocina, sono caratterizzati da un fenomeno di bluificazione del gambo, o anche del cappello, che si presenta alcuni minuti dopo la raccolta. Amanita muscaria e Amanita pantherina, che producono differenti principi attivi, sono presenti in buona parte dell’Italia.
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